Università: PD, Riforma Gelmini ha spaccato Italia in due

Università: PD, Riforma Gelmini ha spaccato Italia in due

(ANSA) - Palermo, 08/06/2010
08/06/2010

Il Partito democratico ha presentato anche a PALERMO, nell'aula Borsellino della facoltà di Scienze politiche, le sue proposte sull'università, alla presenza del segretario regionale del partito, Giuseppe Lupo, e dal responsabile Università della segreteria nazionale del Pd, Marco Meloni, che ha affermato: "L'università deve diventare luogo di mobilità sociale con il potenziamento delle residenze universitarie e dei servizi agli studenti, è necessario uno shock generazionale per ringiovanire la classe docente, bisogna valorizzare i dottorati di ricerca: sono solo alcune delle nostre proposte."

Marco Meloni

Il Partito democratico ha presentato anche a PALERMO, nell'aula Borsellino della facoltà di Scienze politiche, le sue proposte sull'università, alla presenza del segretario regionale del partito, Giuseppe Lupo, e dal responsabile Università della segreteria nazionale del Pd, Marco Meloni.

"È un'occasione utile - ha detto Lupo - per ascoltare, per discutere e migliorare le proposte del Pd per l'università, che rientrano tra le priorità programmatiche del partito, impegnato nell'esame parlamentare del ddl Gelmini".

"Abbiamo scelto di iniziare il nostro viaggio dal Sud - ha detto Meloni - perchè negli atenei del Mezzogiorno c'è una particolare emergenza. La riforma Gelmini ha diviso l'Italia in due. Noi vogliamo un'università che sia competitiva anche nel centro-sud, investendo per creare professionalità autentiche.

L'università deve diventare luogo di mobilità sociale con il potenziamento delle residenze universitarie e dei servizi agli studenti, è necessario uno shock generazionale per ringiovanire la classe docente, bisogna valorizzare i dottorati di ricerca: sono solo alcune delle nostre proposte. Ma la cosa più preoccupante - ha concluso l'esponente del Pd - è che, ad oggi, gli atenei non sanno a quanto ammontano le risorse disponibili per il 2011, con il conseguente rischio del blocco della programmazione". (ANSA)